L’etica, la morale della notizia e la deontologia professionale del giornalista

L’art. 21 della nostra Costituzione repubblicana stabilisce che “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.

La giurisprudenza della Corte costituzionale ha costantemente affermato la valenza centrale della libertà di manifestazione del pensiero nel nostro ordinamento costituzionale. Da tempo, con varie pronunce, ha infatti asserito che tale libertà «è tra le libertà fondamentali proclamate e protette dalla nostra Costituzione, una di quelle […] che meglio caratterizzano il regime vigente nello Stato, condizione com’è del modo di essere e dello sviluppo della vita del Paese in ogni suo aspetto culturale, politico, sociale» (sentenza n. 9 del 1965), sottolineando che il diritto previsto dall’art. 21 Cost. è «il più alto, forse,» dei «diritti primari e fondamentali» sanciti dalla Costituzione.

La libertà di stampa è strettamente correlata al diritto che ogni cittadino ha al’informazione ma, ovviamente ad una informazione vera, corretta che non disorienti il cittadino ma ne arricchisca le conoscenze.

Per questo la libertà di stampa, l’esercizio di tale fondamentale diritto, ovviamente, non consente l’abuso e va utilizzato secondo canoni ben precisi. Il giornalista, infatti, è sottoposto a precise regole deontologiche nell’esercizio della sua professione, dovendo tenere determinati comportamenti nello svolgimento dei suoi specifici compiti, che sono di rilevante valore sociale ed importanza morale, in quanto trasferisce l’informazione che è un potente strumento in relazione al mandato sociale che è affidato ad ogni professionista della notizia. E’ proprio questa rilevanza, è proprio nell’essere depositari di un complesso di conoscenze e di professionalità utili agli altri a creare quella sorta di affidamento sociale che impone al professionista una linea di comportamento secondo regole ben precise che richiamano il senso di responsabilità morale di questa professione.

Il testo fondamentale è la legge istitutiva dell’Ordine, la numero 69 del 3 febbraio 1963, che all’articolo 2 indica come «obbligo inderogabile» il «rispetto della verità sostanziale dei fatti» e all’articolo 48 istituisce il procedimento disciplinare per «gli iscritti all’Albo che si rendano colpevoli di fatti non conformi al decoro e alla dignità professionale».

Il nocciolo dell’etica nel giornalismo dunque risiede nella «verità sostanziale dei fatti». G.F. Hegel ha elaborato una distinzione del termine etica dal termine morale, spesso nel linguaggio comune considerati sinonimi ed utilizzati senza distinzione; il grande filosofo tedesco definisce morale la scienza della condotta considerata dal punto di vista dell’intenzione del soggetto e della sua disposizione interiore, mentre definisce etica l’indagine e l’analisi dei valori effettivamente realizzati nella storia.

Diceva testualmente Albert Schweitzer, Premio Nobel per la pace nel 1952: “Ethics, too, are nothing but reverence for life. That is what gives me the fundamental principle of morality, namely, that good consists in maintaining, promoting, and enhancing life, and that destroying, injuring, and limiting life are evil”. “Anche l’etica non è altro che rispetto per la vita. Questo è ciò che mi dà il principio fondamentale della moralità, vale a dire che il bene consiste nel mantenere, promuovere e migliorare la vita, e che distruggere, ferire e limitare la vita sono il male.

Quanto più moderno ed attuale in questo tempo in cui l’informazione è in declino nei suoi assunti. Oggi più che mai in questo clima di violenza, è utile interrogarsi quali regole siano più importanti per il proprio agire e nello specifico nel proprio agire professionale e riprendendo il pensiero di Albert Einstein che diceva testualmente “The most important human endeavor is the striving for morality in our actions. Our inner balance and even our very existence depend on it. Only morality in our actions can give beauty and dignity to life” “Lo sforzo umano più importante è la ricerca della moralità nelle nostre azioni. Il nostro equilibrio interiore e persino la nostra stessa esistenza dipendono da questo. Solo la moralità nelle nostre azioni può dare bellezza e dignità alla vita.


E’ perciò importante che la responsabilità dei giornalisti verso i cittadini prevalga sempre nei confronti di qualsiasi altra e che il rapporto di fiducia tra gli organi di informazione e i cittadini deve essere la base di lavoro di ogni giornalista, all’insegna dell’etica e della morale.

Donatella Argirò

Candidata alle elezioni del Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Calabria

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