Ancora senza un futuro i tirocinanti calabresi e la politica tace !!

E' sempre alla ribalta il problema dei tirocinanti calabresi che ormai si trascina da tempo e va vanti con promesse della parte politica ma che non hanno alcun concreto riscontro. A far sentire la loro voce è ancora una volta intervenuto il Comitato per la tutela dei tirocinanti calabresi che ci ha fatto pervenire un comunicato con il quale rappresenta il perdurare della situazione di precarietà di queste persone.

La questione dei tirocinanti calabresi è una questione di reale attualità soprattutto per il futuro che si prospetta per queste persone dopo varie promesse vane ed illusorie.

Sono padri e madri di famiglia (giovani e meno giovani)e operano in qualità di tirocinanti presso Enti Pubblici, Giustizia,Miur,Mibact a seguito di apposite convenzioni di cui la regione Calabria si è fatta carico e soprattutto garante. Sono persone - sostiene il Comitato - espulse dal mercato del lavoro e vi rientrano lavoratori del bacino della mobilità in deroga e lavoratori disoccupati. La finalità di questi tirocini era quella di offrire prospettive di inserimento lavorativo future, ma così purtroppo non è perché al termine dei vari percorsi di tirocinio (Enti Pubblici, Giustizia,Miur,Mibact)per queste persone si prospetterà il nulla a causa della mancanza di una legge ad hoc istituita atta ad offrire garanzie lavorative a queste persone inquadrate appunto come tirocinanti. A ciò si aggiunge l'indifferenza del governo giallo-rosso (ma anche di quello precedente) di trovare soluzioni adeguate per questi lavoratori (I tirocinanti percepiscono un contributo mensile di 500 euro e non hanno alcuna tutela contributiva e previdenziale) per cui la regione Calabria ha preferito ovviare al problema e di garantire personale con bandi di proroga in proroga a far fronte alla cronica carenza di personale a seguito dei recenti pensionamenti.
La cosa più grave (da parte della precedente rappresentanza politica
calabrese e da parte della triade sindacale) e che si preferisce ovviare - sostiene il Comitato- alla questione tirocinanti con nuovi bandi e illudendo queste persone con vane promesse sul proprio futuro lavorativo.


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