Catanzaro: nella Parrocchia di Santa Croce incontro con i ragazzi profughi di “Città Solidale Onlus

Nell’ambito di varie iniziative in occasione del Santo Natale  promosse dalla Parrocchia Santa Croce di Catanzaro, quartiere Pontepiccolo, posta sotto la cura Pastorale dei Padri minimi di San Francesco di Paola,  si è svolto l’incontro inter-culturale dal titolo “Maria e Giuseppe, profughi di oggi. Trasformiamo la paura in carità”.

L’iniziativa, all’interno del programma di “Aspettando il Natale” è stata proposta e organizzata dal Gruppo Giovani Parrocchiale insieme al “Comitato Santa Croce – Pontepiccolo” e il titolo richiama un discorso in occasione del Natale  di Papa Francesco.


Sono stati ospiti e protagonisti dell’incontro i ragazzi del progetto SIPROIMI (Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per i minori stranieri non accompagnati) di Città Solidale Onlus accompagnati da Viviana Gentile, presidente della Coperativa  Meet Project.  Un lavoro, quello della cooperativa,  fatto da cinque giovani professionisti che dopo varie esperienze in Italia e all’estero, hanno voluto realizzare proprio in Calabria progetti di integrazione socio-culturale e di ‘accoglienza di adolescenti provenienti dall’Africa e Asia,  Si,  quei ragazzi che sui barconi arrivano in Italia carichi di speranza con i quali nel centro profughi di Squillace (Cz) da subito si instaura un rapporto di condivisione e vicinanza applicando una cultura dell’accoglienza e del dialogo contribuendo ad abbattere barriere fatte di pregiudizi e stereotipi.

Questo incontro/dialogo, realizzato in una Parrocchia della nostra Arcidiocesi fa da apripista ad altre in iniziative che possono riannodare i fili per un modello di sviluppo fatto di giustizia sociale e integrazione dalla quale devono emergere percorsi di responsabilità sociale .  A porgere i saluti e dare il benvenuto, è stato padre Franco Lenti, che a nome anche di Padre Antonio Bonacci, ha citato papa Francesco e sviluppato alcuni punti. Nei passi di Giuseppe e Maria si nascondono tanti passi. Vediamo le orme di intere famiglie che oggi si vedono obbligate a partire.

Vediamo le orme di milioni di persone che non scelgono di andarsene ma che sono obbligate a separarsi dai loro cari, sono espulsi dalla loro terra. In molti casi questa partenza è carica di speranza, carica di futuro; in molti altri, questa partenza ha un nome solo: sopravvivenza. Successivamente Viviana Gentile ha raccontato delle attività della cooperativa Meet Project. La sua è stata anche una testimonianza di speranza rivolta a tutti i giovani che, delusi dalle politiche distanti e dalla mancanza di lavoro, abbandonano questa terra, “abbiamo  – ha detto – dimostrato un modo nuovo di fare impresa sociale in Calabria”.

La cosa che in particolare ha più colpito nelle testimonianze dei ragazzi è stata la voglia e la richiesta di formazione sia scolastica che professionale. Dopo l’incontro e il dibattito con la comunità, nel teatro Parrocchiale, si è tenuta una “cena etnica” insieme a tutti i ragazzi di Città Solidale, che ha contribuito a concretizzare uno scambio anche culinario, con una tavola imbandita con piatti tipici italiani, del Pakistan, Bangladesh e africani! Una bella serata durante la quale è emerso in modo netto che aprirsi al dialogo è la chiave per non ergere muri e costruire ponti, trasformando la  paura in carità!

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