Catanzaro: premiati i presepi realizzati dai detenuti della Casa circondariale nell’ambito dell’iniziativa “Il messaggio dei presepi” promossa dalla Consolidal

Lo spirito natalizio, anche questo anno, nonostante il Covid, è entrato dentro la casa circondariale di Catanzaro “Ugo Caridi” e ha regalato agli “ospiti”, una mattina diversa, all’insegna del calore della solidarietà. Sono stati i detenuti i protagonisti del concorso “Il messaggio dei Presepi”, con il loro carico di umanità e le proprie storie personali che si accompagnano all’intensa voglia di riscatto per cui si impegnano guardando ad una integrazione possibile che significa un futuro diverso.

L’iniziativa rientra nell’azione “Il Natale, fraternità senza barriere”, con l’obiettivo di permettere che non solo la solidarietà, ma anche arte e cultura entrino in tutte le componenti della società, senza alcuna esclusione o pregiudizio ed è promossa dall’associazione nazionale di promozione sociale “Consolidal”, sezione di Catanzaro, presieduta dall’arch. Teresa Gualtieri, con il patrocinio del Ministero della Giustizia – Casa Circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro, diretta da Angela Paravati.

Si tratta di una manifestazione che attraverso l’arte e la cultura vuole lanciare, senza pregiudizi e quindi barriere, un messaggio di inclusione e integrazione per concretizzare la speranza di una seconda possibilità a quanti dimostrano con l’impegno e la sensibilità di guardare davvero a questa prospettiva.

La collaborazione tra la Consolidal e l’Istituto penitenziario è divenuta assidua e sta portando buoni frutti nel percorso di rieducazione dei detenuti. Si è giunti, infatti, alla sesta edizione di un evento che negli anni precedenti ha riscosso un enorme successo. Al centro sono stati i meravigliosi presepi realizzati, completamente a mano, dai detenuti ospiti del carcere di Siano che a gruppi hanno intensamente lavorato. I presepi realizzati sono stati illustrati alla giuria che ha assistito all’evento in videoconferenza spiegandone ognuno le motivazioni e lo spirito che li ha indotti a realizzarli rappresentando l’impegno che li ha animati.

Guardando i presepi si è potuta scorgere non solo un’enorme creatività e manualità, ma soprattutto una profonda intenzione di trasmettere dei pensieri, delle riflessioni, delle idee, sposando spesso la nostra situazione attuale,

“Il presepe è famiglia, è affetto. E proprio per sentire meno lontani i loro affetti e le loro famiglie, i detenuti del carcere di Siano ogni anno si mettono all’opera per rappresentare una natività diversa, che – già solo per il contesto carcerario che fa da cornice – assume un significato profondo”.

Con queste parole la direttrice dell’istituto penitenziario, Angela Paravati, spiega il senso della sesta edizione del concorso “Il Messaggio dei Presepi” alla Casa Circondariale di Catanzaro, la cui premiazione si è svolta ieri, nel corso di una manifestazione “a distanza” organizzata dall’istituzione in collaborazione con l’associazione Consolidal Ets, presieduta dall’architetto Teresa Gualtieri.

“Il Covid non ha fermato l’evento che è ormai una tradizione” ha commentato l’architetto Teresa Gualtieri, ed infatti la manifestazione ha visto la presenza anche del Garante regionale dei detenuti Agostino Siviglia, intervenuto personalmente, ma anche, in videoconferenza, dell’assessore alla cultura del comune di Catanzaro Concetta Carrozza, del direttore dell’ufficio detenuti del Provveditorato regionale Giuseppina Irrera, della consigliera di parità della Provincia di Catanzaro Elena Morano Cinque, del docente universitario a riposo e pedagogista Nicola Siciliani De Cumis, da anni volontario presso l’Istituto e del dirigente scolastico dell’istituto Petrucci Maresca Elisabetta Zaccone. Hanno presenziato, sempre in video conferenza, in rappresentanza della Consolidal: Luigi Bulotta, Antonio Nania, Marino Maria Teresa,Pasquale Martinello.

Sette sono stati i presepi realizzati dalle persone detenute presso la Casa Circondariale: sette sfide per far nascere Gesù in carcere durante la pandemia, in un doppio isolamento. Un significato ancora più autentico, essendo la nascita, secondo i Vangeli, avvenuta in una grotta, al freddo, in un ambiente ostile alla vita proprio come è il mondo intero oggi, afflitto dall’emergenza epidemiologica.

E così troviamo personaggi dei presepi con la mascherina, tensostrutture e spazi di emergenza medica rappresentati accanto alla capanna con la sacra famiglia, il bue e l’asinello. Un contrasto che fa riflettere: com’è presente la pandemia, è presente anche, ancora una volta, una nascita che rilancia e vince una sfida, contro tutte le previsioni. E si arriva così al presepe in mongolfiera che poeticamente riesce a vincere i mali del mondo elevandosi al di sopra di essi e che ha avuto un premio speciale. Vincitori a pari merito il presepe intitolato Angeli Di Dio e l’opera “Il presepe con il gruppo di preghiera Rinnovamento dello spirito”.

Da notare, infine, il “dolce Covid” realizzato nel laboratorio di pasticceria dei detenuti dell’Istituto. Il Garante regionale dei detenuti Agostino Siviglia ha apprezzato l’iniziativa affermando: “E’ stata la risposta migliore che i detenuti potevano dare a questo periodo di isolamento”.

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