Catanzaro: presentato il libro del dr. Giovanni Forte sulla misteriosa scomparsa del fisico Ettore Majorana

E’ stato presentato a Catanzaro il libro di Giovanni Forte dal titolo “Ettore Majorana, malato non immaginario, indagini di un medico” , editrice La Rondine. L’evento è stato organizzato dal Rotary Club Catanzaro, presieduto dall’avv. Maria Francesca Cosco e dal Rotary Club Catanzaro Tre colli, presieduto dalla prof.ssa Rossella Felicetti. I lavori sono stati brillantemente moderati dal prof. Nicola Siciliani De Cumis, pedagogista, già Ordinario all’Università la Sapienza di Roma. Dopo i saluti delle due presidenti dei Club Rotary, sono intervenuti S.E. Mons. Antonio Cantisani, Arcivescovo emerito dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, nonché il dr. Giovanni Forte, medico e scrittore, autore del libro.

Ettore Majorana è stato un fisico e accademico italiano. Operò principalmente come teorico della fisica all’interno del gruppo di fisici noto come i “ragazzi di via Panisperma”. Le sue opere più importanti hanno riguardato la fisica nucleare e la meccanica quantistica relativistica, con particolari applicazioni nella teoria dei neutrini. Era nato a Catania il 5 agosto 1906, nipote di un illustre fisico Quirino Majorana, laureato in Fisica teorica con Enrico Fermi. All’istituto di via Panisperna a Roma si occupava di sperimentazione nucleare oltre che di meccanica quantistica, con particolari applicazioni nella teoria dei neutrini, abilissimo nel calcolo matematico.

La sua improvvisa e misteriosa scomparsa ha suscitato, dalla primavera del 1938, numerose speculazioni riguardo al possibile suicidio o allontanamento volontario, e le sue reali motivazioni, a causa anche della sua personalità e fama di geniale fisico teorico. Tante le congetture sulla sua scomparsa: ritirato  nella Certosa di Serra San Bruno in Calabria, stufo di un mondo che preparava la bomba atomica; in Germania, a disposizione del Terzo Reich; in Argentina dopo il crollo nazista con tanto di foto che lo ritrae assieme al criminale Eichmann. Tanti hanno scritto o si sono interessati di questo caso per il grande clamore che ha suscitato la scomparsa, nel marzo del  1938, del trentunenne ordinario di Fisica all’Università di Napoli. Persino Mussolini s’interessò di lui e ordinò, invano, che fosse rintracciato. Tante le ipotesi, suicidio, assassinio, malattia.

Il Volume di Giovanni Forte, ormai diffusissimo in tutta Italia, rappresenta un unicum nelle raccolte di informazioni, indizi e possibili soluzioni sulla sorte dello scienziato. Il dr. Forte, da almeno venti anni, meticolosamente coltiva il suo grande interesse sul mistero della scomparsa di questo geniale fisico. Si tratta di un libro molto interessante, scritto con metodo scientifico, che fornisce una valida alternativa, tutta da riflettere per cercare di capire, con ipotesi frutto di meticolose ricerche fatte dall’autore, che fine abbia fatto Ettore Majorana.

D’altronde il sottotitolo, Indagini di un medico, manifesta la volontà di voler dare una piega differente a quello che si era già detto, che non si voleva lasciar trapelare e che si voleva tacere. L’approccio scientifico e metodico del libro-inchiesta smembra la vicenda, nei vari passaggi del testo, sancito da domande che indagano ogni istante, aprendo e chiarendo gli scenari possibili. Secondo il dr.Forte, Majorana poteva essere affetto da una malattia organica, di cui la famiglia era a conoscenza. Il contesto deporrebbe per una malattia non acuta, influenza, tifo, polmonite. La presenza continua di un’infermiera nella sua vita, come risulta da vari atti, fa pensare a qualche terapia iniettiva, visto che la terapia orale può essere assunta direttamente dal paziente. Inoltre, una malattia acuta interferirebbe con l’attività accademica, mentre le notizie sono di una regolare attività nelle lezioni e nella frequenza all’Università.  Si deve essere trattato di una  patologia cronica, che necessitava di cure regolari, una malattia nota a sua madre e alla famiglia.
Si sarebbe rifugiato a Chiaravalle, in provincia di Catanzaro, nel Convento dei Cappuccini. In un luogo, tra l’altro, dove sorgeva uno dei centri più accreditati in Italia nella lotta alla ‘tbc’: il Sanatorio San Giovanni Bosco fondato nel 1930 dal professor Mario Ceravolo (1895-1973) che proprio in quella struttura mise a punto i migliori sistemi per la cura della tubercolosi”. Secondo il dr. Forte è estremamente suggestivo come il nome “Chiaravalle” sia così vicino e assonante con quel termine usato dalla famiglia Majorana “un vallone boscoso”, come la stessa frase, sempre della famiglia Majorana, “ospite di pastori” potrebbe essere un ulteriore indizio per far pensare ai monaci cappuccini intesi come “pastori di anime”.

Il libro riporta anche ampie digressioni sul momento storico, sul mondo universitario che vede il tumultuoso progresso della fisica nucleare di quegli anni, nonché sul noto gruppo dei “ragazzi di via Panisperna”, giovani fisici con i quali Ettore Majorana era in un rapporto ambivalente di amicizia e contrasto. Dal libro emerge anche la descrizione della famiglia Majorana, una famiglia con regole interne rigidissime e attentissima a tutelare il suo buon nome ed  a proiettare ogni suo componente verso mete prestigiose in ogni campo.

Insomma, un libro tutto da leggere e su cui riflettere in quanto offre una lettura più attendibile sul mistero del noto fisico, sicuramente ancora da approfondire. Certamente, l’apertura degli archivi Vaticani, disposta da Papa Francesco, offrirà una grande occasione per ulteriori e, forse, definitive ricerche per far luce su questo mistero. E sicuramente il dr. Forte, con la sua grande e inveterata passione, non si lascerà sfuggire questa occasione.

Luigi Bulotta

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