Facebook, Instagram e Whatsapp alle prese con un blackout in mezzo mondo

 

 Grosse difficoltà per Facebook , nella notte tra mercoledi e giovedì, a causa di un  grave blackout , che ha privato l’accesso a tutti o parte di utenti nel mondo, per circa dieci ore. In Italia il problema è stato segnalato, principalmente, a Roma , Napoli e MIlano ed ha coinvolto inizialmente Facebook per poi estendersi anche ad Instagram e Whatsapp, in pratica tutto l’impero digitale di Mark Zuckerberg.  

Facebook, in una prima nota ,  non è riuscito a spiegare molto sulle ragioni del guasto: «Siamo consapevoli che alcune persone stanno avendo problemi ad accedere a Facebook tramite app. Stiamo lavorando per risolvere la questione il più rapidamente possibile». Successivamente l’azienda ha spiegato su Twitter di non essere ancora in grado di spiegare le ragioni del black out, escludendo, però,  un attacco di DDos.

Secondo le testimonianze che circolano su Internet , le difficoltà sono state di varia natura ed importanza , alcuni utenti non erano in grado di connettersi affatto, altri non erano in grado di pubblicare o commentare su Facebook o Instagram. Anche i suoi altri servizi Messenger e WhatsApp hanno incontrato delle difficoltà.

A dimostrazione di quanto sia forte, ormai,  la  dipendenza da rete sociale , sono stati gli innumerevoli messaggi con cui gli utenti, per lo più frustrati, hanno esortato il social network, a volte con linguaggio volgare, a risolvere il problema il più rapidamente possibile.

Secondo il sito web downdetector.com, i problemi si sono concentrati negli Stati Uniti , in Giappone ed anche una parte dell’Europa, del Sud America e dell’Australia è stata interessata.

Ma, a quanto pare, Facebook e Zuckerberg, non devono preoccuparsi esclusivamente di questi problemi di natura puramente tecnica perchè, secondo quanto riferisce il New York Times,   un’indagine penale è stata lanciata dai procuratori federali di New York,  per la gestione ed eventuale condivisione dei dati personali dei suoi utenti  con altri gruppi tecnologici esterni.

Facebook ha affermato di essere “a conoscenza delle indagini federali ed anche da parte del Ministero della Giustizia, in corso” e che “coopera” sempre con gli investigatori.

 

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