Il vitigno calabrese “Magliocco dolce” iscritto nel registro nazionale varietà di vite

Il vitigno calabrese “Magliocco dolce” è stato iscritto nel registro nazionale varietà di vite. Si tratta di un vitigno a maturazione tardiva (prime-seconda decade di ottobre) che vanta origini antiche. I collegamenti con la Grecia sono evidenti, infatti, Magliocco in greco significa “tenerissimo nodo” perché il grappolo si presenta chiuso come un nodo o un pugno.

Le prime notizie storiche risalgono alla fine del 1500. La massima concentrazione di coltivazione si ha alla fine del 1800 nelle province di Catanzaro e Cosenza. Il grappolo è a forma conica, di dimensioni medie o medio-piccole, con peduncolo corto o molto corto di colore verde, mentre la buccia è molto spessa di colore blu-nero. Il Decreto del 23 maggio 2019, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 7 giugno 2019, è stato emesso dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo.

Soddisfazione è stata espressa dal presidente di Coldiretti Calabria, Franco Aceto che così ha commentato: “L’iscrizione del vitigno “Magliocco Dolce” nel registro nazionale varietà di vite annunciato dalla Camera di Commercio di Cosenza, arricchisce in modo considerevole e significativo l’ampiezza del patrimonio ampelografico della Calabria e ne costituisce un sicuro punto di forza e apre la strada ad ulteriori investimenti”.

Questo importante risultato che aumenta la reputazione di questo vitigno e che va a merito dell’Ente Camerale cosentino e del suo presidente Klaus Algieri che ha saputo fare squadra coinvolgendo i protagonisti della “nazionale del vino”, conseguendo un risultato che da valore al territorio, in particolare cosentino, ma non solo,dove in questi anni con viticoltori illuminati  si è investito in innovazione e tanta sperimentazione e questo consolida l’innalzamento della qualità del vino.

Attraverso il Direttore di Coldiretti Calabria Francesco Cosentini, componente della Giunta Camerale,  – prosegue Aceto- abbiamo seguito costantemente l’evolversi della richiesta di iscrizione che andava ad accentuare le caratteristiche di  distintività e della non omologazione al mercato, una politica che è una costante per la Coldiretti poiché offre valore aggiunto e garanzie ai cittadini-consumatori.”

In questi anni in Calabria,  – ricorda Coldiretti – grazie alla passione dei viticoltori e all’attività dei ricercatori si è investito molto nel salvare molti vitigni autoctoni dall’oblio che invece sono stati recuperati e salvati e ciò ha permesso la salvaguardia della biodiversità e una offerta ai consumatori di prodotti del territorio che significa sostegno all’economia locale, come dimostra la crescente richiesta di bottiglie di vino con questi vitigni. Aumenteranno  sicuramente  opportunità e  sbocchi commerciali – conclude Coldiretti -in parallelo anche con la vendita diretta nella rete di Campagna Amica, una tendenza in continuo aumento anche come risposta alle richieste dei consumatori di conoscere personalmente il produttore e scoprire le caratteristiche del prodotto che si intende acquistare, andando contemporaneamente alla scoperta del territorio d’origine. 

Pienamente soddisfatto del riconoscimento ministeriale anche
il presidente della Camera di Commercio di Cosenza, Klaus Algieri, che si molto attivato per il raggiungimento di questo risultato e che ha commentato: «Un obiettivo raggiunto seguendo una logica fondamentale per la crescita del territorio. La condivisione e la sinergia tra istituzioni, imprese, università, associazioni di categoria sono elementi che generano effetti positivi. Nel caso specifico, –ha aggiunto Algieri – abbiamo lavorato per garantire alle imprese che hanno investito e intendono investire su questo particolare e prezioso vitigno autoctono la possibilità di utilizzare una denominazione ufficiale».

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