L’alleanza Arabo-Curda lancia l’offesiva finale contro lo Stato Islamico

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La forza arabo-curda sostenuta da Washington ha annunciato  di aver lanciato la sua “definitiva” offensiva contro il gruppo dello Stato Islamico. I terroristi dell’Isis ,ormai con le spalle al muro, sono costretti a difendere, dopo la conquista di vaste aree in Siria ed il vicino Iraq, ottenute nel 2014 e la proclamazione del “califfato”, un fazzoletto di terra nella provincia  di Deir Ezzor, pochi chilometri quadrati nella Siria orientale, vicino al confine iracheno. Secondo fonti della coalizione il settore detenuto dall’Isis  rappresenta meno dell’uno per cento del suo autoproclamato “Califfato”, che un tempo copriva un’area simile alla Gran Bretagna. L’uso di civili come scudi umani, da parte dei Jihadisti, costringe tuttavia le forze della coalizione a procedere più lentamente.  Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani da settembre  più di 1.200 jihadisti sono stati uccisi negli scontri, contro più di 670 combattenti del fronte Arabo-Curdo. Sempre secondo l’Osservatorio, oltre 400 civili, tra cui 144 bambini, sono morti nelle violenze. Dopo le vittorie contro ribelli e jihadisti, il regime di Bashar al-Assad ora controlla quasi i due terzi del paese, grazie al sostegno militare dei suoi alleati, Russia, Iran e Hezbollah libanese. Nonostante l’esercito dello Stato Islamico stia per essere completamente sconfitto, il destino del suo leader, il  “califfo” Abu Bakr al-Baghdadi, rimane sconosciuto. Dato per morto diverse volte, un messaggio audio trasmesso lo scorso agosto, sulla piattaforma di messaggi Telegram, è stato a lui attribuito rimettendo tutto in discussione.

 

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