L’on.le Wanda Ferro (FdI) contraria a una nuova facoltà di medicina in Calabria

Torna alla ribalta in Calabria la proposta di istituire una nuova facoltà di medicina presso l’Unical. A riaprire il caso è l’on. le Wanda Ferro, deputata di Fratelli d’Italia, sempre attenta e sensibile alle problematiche che riguardano la Calabria

Lo spunto per riaprire il caso parte dalla elezione del nuovo rettore dell’Università della Calabria Nicola Leone.

“Esprimo le mie congratulazioni e un augurio di buon lavoro, esordisce la Ferro, al nuovo rettore dell’Unical Nicola Leone. L’elezione a rettore di un ex studente rappresenta un motivo di orgoglio per un ateneo che ha saputo produrre negli anni brillanti professionalità soprattutto nel settore tecnico e scientifico”.

“Le dichiarazioni rilasciate alla stampa -continua la Ferro – dal neo-eletto rettore, a proposito della disponibilità ad accogliere nell’area del campus universitario il nuovo ospedale di Cosenza, mi spingono ad intervenire su questa proposta, sostenuta da autorevoli rappresentanti del centrosinistra, che prosegue nel solco del progetto delineato già nel 2011 dal presidente Oliverio, allora presidente della Provincia, di istituire presso l’Unical una nuova facoltà di Medicina. Oggi come allora ribadisco che questa ipotesi darebbe vita ad una inutile e dannosa duplicazione, che andrebbe nella direzione opposta a quella auspicata di offrire una formazione d’eccellenza ai futuri medici calabresi.

Anziché potenziare la Facoltà di Medicina dell’Università Magna Graecia, che è una risorsa dell’intera Calabria e non del solo capoluogo, e alla quale continuano ad essere sottratte scuole di specializzazione anche per questioni legate ai numeri di prestazioni erogate, si pensa a frammentare le poche risorse disponibili. Se dovesse realizzarsi tale ipotesi, il risultato sarà quello di avere due facoltà di medicina deboli, poco attrattive, che rischiano di essere spazzate via in un sistema della formazione sempre più competitivo. Mi chiedo, inoltre, quale senso abbia pensare di realizzare due facoltà di medicina a soli cento chilometri di distanza, quando poi i giovani medici e i ricercatori saranno comunque chiamati a girare il mondo per fare esperienza, perfezionare la propria formazione, costruire i propri percorsi professionali. Ci troviamo ancora di fronte ad una politica miope, che per ragioni di campanile e di consenso spicciolo è pronta a sacrificare qualunque criterio di efficienza amministrativa o di semplice buon senso.

La buona sanità non si realizza con la moltiplicazione delle facoltà, ma con la qualità della formazione, che può essere garantita solo con il rafforzamento delle peculiarità di ciascun ateneo calabrese. Certo serve una visione organica e d’insieme del sistema universitario – conclude Wanda Ferro – che la politica regionale non riesce ad avere, ma sulla quale devono essere chiamati ad una assunzione di responsabilità soprattutto i rettori, che devono avere lo sguardo aperto sulla qualità della formazione universitaria offerta nel complesso ai nostri giovani, affinché possano costruire su basi solide il futuro proprio e dell’intera Calabria”.

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