L’ultimo dribbling di Diego


L’ultimo dribbling Diego lo ha fatto alla vita, un tunnel beffardo alla vecchiaia, che solo chi ha scritto la propria storia da super uomo poteva immaginare.

La vecchiaia, ultimo percorso della vita terrena, probabilmente il più triste, ci avrebbe lasciato un ricordo troppo triste di un uomo forte, che non ha mai abbassato la schiena e la testa di fronte a nessuno.

Probabilmente Diego ha capito che l’ultima fase della propria vita sarebbe sfuggita dal suo controllo e non ha fatto nulla per combattere quegli eccessi che avrebbero messo a repentaglio la sua salute.


Il medico personale di Maradona, Leopoldo Luque, subito dopo averlo operato per un ematoma subdurale alla testa , raccontava di come Diego non volesse restare in ospedale, di come fosse aggressivo perchè voleva gestire la situazione, raccontava di come fosse difficile arginare il “paziente” Maradona.

Diego , probabilmente, si è ribellato a tutto ciò, all’idea di riconoscere la debolezza che la vecchiaia ti porta in conto, si è ribellato all’idea di non poter gestire più da solo la propria vita e di dover essere costretto a dipendere dagli altri.

Chiunque avrebbe potuto affontare un simile destino, non lui, il più grande calciatore di tutti i tempi, il più famoso argentino della storia ed è per questo che non ha rinunciato a quegli eccessi che lo hanno portato alla morte con largo anticipo.

Di lui, invece, rimarrà la prepotente immagine del superbo atleta che ha illuminato il calcio mondiale, stella cometa che ha illuminato per sette anni il cielo di Napoli, invertendo la storia di una città troppo abituata a subire ingiustizie e sconfitte.

Maradona non invecchierà mai, questo l’ultimo dono che Diego ha fatto ai suoi tifosi.

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