Marco Cardisco, il noto pittore del Rinascimento, torna a Tiriolo (CZ) suo paese di origine, con un’ importante mostra di alcune delle sue opere

Sarà inaugurata a Tiriolo (CZ), giorno 16 agosto 2019, con inizio alle ore 17, presso la Casa della Cultura, sita in Via Cavour, la mostra delle opere del  famoso pittore del Rinascimento italiano, Marco Cardisco. La Mostra, intitolata “Omaggio a Marco Cardisco”, è stata fortemente voluta e organizzata dall’Associazione culturale “Teura”, di cui è presidente il dr. Antonio Montuoro, che ha come obiettivo la conservazione e valorizzazione della memoria storica di Tiriolo, ridente cittadina del catanzarese, situata tra i due mari che bagnano la Calabria, ricca di storia e cultura. La Teura, per la realizzazione di questa mostra ha elaborato un accurato progetto che ha previsto la riproduzione in tela di alcune delle principali tavole di questo famoso artista che nacque proprio a Tiriolo intorno al 1482 e morì a Napoli circa nel 1542, conosciuto anche come Marco Calabrese. È stato anche realizzato un opuscolo a colori per ricordare l’evento con una selezione di opere di Cardisco.

Madonna del Soccorso

Il Progetto ha ottenuto un contributo dalla Regione Calabria, Dipartimento Istruzione e Attività culturali. Lo scopo è di far meglio conoscere e apprezzare le opere di questo grande artista calabrese le cui tele originali sono sparse in chiese e musei, soprattutto della Campania, dove è più conosciuto e apprezzato. Con questa iniziativa Cardisco, dopo circa 500 anni, torna nella sua terra d’origine per farlo meglio conoscere a Tiriolo, in particolare, che ne ha dato i natali, ma anche a tutta la Calabria. Si tratta sicuramente di un grande evento culturale teso a far conoscere al grande pubblico il più importante artista calabrese del cinquecento sperando che le istituzioni si adoperino per valorizzare questa grande opportunità di dare risalto ad un illustre calabrese che fa onore alla nostra terra.

Marco Cardisco fu l’unico tra gli artisti di area meridionale a suscitare l’interesse del grande pittore e storiografo fiorentino Giorgio Vasari che gli dedicò una biografia nella sua opera “LE VITE dei più eccellenti pittori, scultori e architetti”.

Il Vasari afferma che Cardisco fece “infiniti lavori in olio ed in fresco ed in quella patria (Napoli) mostrò valore più di alcun altro che tale arte esercitasse” ed espresse questo lusinghiero giudizio sull’artista tiriolese: “ingegno buono, sbocciato per miracolo in un paese dove non nascono uomini di simile professione”.

L’adorazione dei Magi

Un elogio ben meritato da Marco Cardisco che dopo la sua formazione lascia Tiriolo, si trasferisce a Roma per un periodo di apprendistato presso la bottega di Polidoro da Caravaggio e, successivamente, a Napoli dove realizza le sue opere più importanti, a partire dall’Adorazione dei Magi datata al 1519 e conservata al Museo Civico di Castel Nuovo nella città partenopea. A Napoli svolse in maniera costante la sua attività di pittore nelle chiese, nei palazzi, a fare ritratti, a ricoprire tavole con le immagini di Madonne e Santi. Oltre che a Napoli lavorò ad Aversa e a Cava dei Tirreni.

Disputa di Sant’Agostino

Tra le altri opere attribuite al Cardisco la Madonna in gloria dei depositi del Museo di Capodimonte, l’Immacolata della parrocchiale di Grumo Nevano e, probabilmente, la Madonna in gloria della chiesa dei SS. Marcellino e Festo e la Madonna del Rifugio, nel Museo di San Martino. La sua attività fu così apprezzata che riuscì a fare una propria bottega. 

Camillo Tutini, uno scrittore del 1600, segnala che ‘Marco Cardisco calabrese visse nel ‘500 e fu pittore di molta fama per le buone regole della pittura”, e cita quale suo capolavoro “La gran tavola dell’altare maggiore di S. Agostino, ove si vede il Santo che disputa con gli eretici”.

All’inaugurazione della mostra interverranno oltre al dr. Antonio Montuoro, presidente della Teura, il prof. Alberto Badolato, docente di arte e la dott.ssa Angela Robbe, assessore regionale al lavoro e welfare, in rappresentanza della Regione Calabria.

Luigi Bulotta

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