Montauro: ancora tensione e proteste per la localizzazone a Botterio del Centro raccolta rifiuti
Montauro: ancora tensione e proteste per la localizzazone a Botterio del Centro raccolta rifiuti
Non si placa la protesta a Montauro di numerosi cittadini e proprietari di abitazioni nella zona marina, contro la deliberazione con la quale il Commissario Prefettizio, dott. Francesco Giacobbe, che attualmente gestisce il Comune, dopo lo scioglimento del Consiglio comunale, ha individuato nella località Botterio, l’area nella quale realizzare un Centro raccolta dei rifiuti.
Dopo la petizione popolare che è stata sottoscritta da circa 300 persone, un gruppo di cittadini, è passato a vie legali, dando mandato all’’avvocato Luigi Bulotta per la redazione e notifica di una circostanziata diffida, con invito al Commissario ad annullare la delibera in via di autotutela, dal momento che l’atto adottato presenta vari vizi che lo rendono illegittimo e oltremodo lesivo. L’atto notificato, parte dalla disamina della normativa che disciplina i Centri di raccolta dei rifiuti e stabilisce i requisiti tecnici che detti Centri devono possedere e impone una serie di prescrizioni e limitazioni, stabilendo, in particolare, che le aree da individuare siano coerenti con la pianificazione urbanistica, assicurino la minima distanza da zone abitate e aree sensibili, siano scelte privilegiando zone industriali, artigianali o aree degradate. L’area individuata, invece, ha una destinazione turistico -residenziale di pregio, la cui vivibilità e il cui valore patrimoniale verrebbero irrimediabilmente compromessi dall’insediamento di tale impianto, soprattutto determinando pregiudizio alla salute, oltre che deprezzamento del valore del patrimonio immobiliare. Nell’atto notificato, oltre a mettere in evidenza che l’area diventerebbe deposito dei più disparati rifiuti, anche pericolosi, vengono rilevate le conseguenze del tutto negative sulla vivibilità determinate dall’aumento del passaggio di mezzi pesanti come compattatori che svuotano i cassoni e di auto private che portano i rifiuti, dal rumore determinato dal carico e scarico dei cassoni metallici, tra l’altro di solito effettuato la mattina presto, dall’impatto visivo di queste strutture che mal si conciliano con il decoro di un villaggio turistico e, infine, dall’abbandono incontrollabile di rifiuti, spesso, fuori dagli orari di apertura, come succede negli altri centri di raccolta, dove gli utenti incivili tendono a lasciare rifiuti all’esterno del cancello. Orbene, la deliberazione in contestazione, come viene riportato nella diffida, presenta vari vizi formali che la rendono illegittima, anche alla luce dei criteri e requisiti previsti dalla normativa specifica.
In particolare, viene eccepita la carenza di istruttoria preliminare e difetto di motivazione per la scelta dell’area effettuata senza valutazione dell’impatto sull’ambito territoriale e senza alcuna comparazione con altri possibili siti, senza citare, né tanto meno allegare, alcuna relazione tecnica preventiva che giustifichi l’idoneità del sito e la valutazione dell’impatto dell’opera, dal momento che il sito deve essere scelto minimizzando l’impatto visivo, acustico e le emissioni odorigene. Nessun riferimento contiene la delibera alla soggezione dell’area a vincolo paesaggistico, alla necessità della Valutazione Ambientale Strategica o di Impatto Ambientale, configurandosi, anche per tale motivo, una illogicità manifesta dell’atto, oltre che carenza di attività istruttoria e difetto di motivazione.
L’atto è stato notificato al Commissario e per conoscenza al Prefetto dott. Castrese De Rosa. Immediata è stata la reazione del Prefetto che ha scritto al Commissario chiedendogli di fornire notizie in merito. Il Commissario ha subito provveduto a invitare il Responsabile dell’Ufficio Tecnico ad effettuare un supplemento di istruttoria per verificare le criticità segnalate nella diffida e individuare possibili alternative. Ma la vicenda non sembra ancora chiusa. “Abbiamo preso atto con piacere del tempestivo intervento di S.E. il Prefetto e lo ringraziamo – ha evidenziato l’avv. Bulotta – altrettanto solerte è stato il Commissario per avere sollecitato l’Ufficio Tecnico ad una verifica delle criticità segnalate, ma soprattutto prendiamo atto della sua manifestata apertura al dialogo su una problematica, come questa, che non può essere decisa a tavolino, ma, per gli effetti e criticità che presenta, deve necessariamente coinvolgere i diretti interessati, attraverso un dialogo e un confronto costruttivo, senza imposizioni, bandendo logiche strumentali ad altri fini. Abbiamo sicuramente fatto un passo avanti e ci fa piacere l’apertura dimostrata, ma lo stato di preoccupazione e di allarme rimane, fino a quando la delibera che individua nella località Botterio l’area di realizzazione del Centro raccolta. Pertanto, staremo in vigile attesa, confidando nel buon senso di chi ha o avrà competenze decisionali in merito, ma sempre pronti alla tutela dei nostri diritti. In mancanza di concrete e positive determinazioni, entro i termini di legge, adiremo la competente autorità giudiziaria”.




