La guerra antica

 La guerra antica

È pazzesca, una vera atrocità, la recrudescenza del conflitto arabo israeliano. È inconcepibile, peraltro, che con tutto ciò che succede intorno a noi,  continuiamo a sentirci tranquilli e protetti dai pur  stretti confini territoriali del nostro piccolo mondo. E reagiamo solo nel timore che possa essere violata la sua sicurezza e, di conseguenza, la nostra e  irreattivi invece a tutto ciò che avviene fuori dalle nostre “mura” considerandolo lontano da  noi. E sarà proprio questa irrazionale, egoistica e fallace  tranquillità che non fa alzare nessuna voce a disdoro, ché parli e si indigni di fronte all’offesa che fatta a uno o a pochi, riguarda, invece, tutti quanti noi?. Ed è possibile che ciò accada  in un mondo oramai interamente globalizzato? Dovremmo essere sdegnati e preoccupati di fronte alla ripresa violenta di una guerra dove niente avviene ad armi pari .

Una storia  infinita quella della disputa israelo- palestinese. Una Storia che si perde quasi nella notte dei tempi, e di cui oggi molti non ricordano più neanche come essa è cominciata, il perché e le ragioni di ambo le parti. E quand’anche ce ne fossero di ragioni  -le guerre sono sempre irragionevoli-, sarebbero mai tali  da giustificare il bagno di sangue e la perdita di vite umane ?

Una terra, la Palestina, contesa e pretesa da entrambi i contendenti, con  torto o ragione, e che costa al popolo palestinese un  azzeramento sistematico della sua popolazione oramai sparsa per il mondo, e una riduzione, un  confinamento ed un accerchiamento, con conseguente ulteriore   impoverimento e   sofferenze di vario genere   per quei pochi  rimasti e  resistenti, che continuano a  rivendicare il loro diritto di esserci e di restare.  La Casa Comune tanto vagheggiata è finita col diventare solo il terreno comune di scontro dove la guerra  consente ogni possibile e inimmaginabile violenza e dove  è sempre più  evidente il carattere disumano  di questa  “Umanità”.  Leggo sui giornali di oggi, da un sondaggio effettuato,  il rifiuto, non da una sola parte, a che venga ripresa la battaglia per lo Ius Soli. Diritto  negato anche questo.

Ed è incomprensibile  che  chi nasce su una nave acquista la territorialità della nazione cui appartiene la nave e chi nasce invece  sul suolo di una nazione, no. Quale il frutto di tanta stoltezza? L’ incapacità forse di guardare lontano e capire e leggere  ciò che cambia e si muove su questo nostro Pianeta? E se così,  quale il nostro Futuro?

Maria Rosalba Di Tolla – presidente Consolidal Sezione Basilicata

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Redazione Tutto Sud News

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