Quattro semplici domande all’ On.Santelli, governatrice della Regione Calabria

 Quattro semplici domande all’ On.Santelli, governatrice della Regione Calabria


Nonostante abbia letto più volte e con la massima attenzione l’Ordinanza con la quale lei, On. Santelli, autoproclamandosi Regina di Calabria, lancia il guanto di sfida al Governo di Roma , mi riesce difficile capire alcune cose da lei decise e non riesco a trovare una risposta: mi chiedo, in primis,
come possa un Governatore di regione, benchè dotato di notevole autonomia ordinaria, in una situazione di conclamata emergenza come quella che stiamo vivendo, ignorare le più basilari disposizioni impartite dal governo centrale ed emanare disposizioni di segno nettamente contrario , fregandosene di entrare in conflitto con quell’interesse nazionale di tutela della salute, tutelato dalla Costituzione, e con quello di altre Regioni.

Quale comitato scientifico ( cortesemente faccia nomi e cognomi), in contrapposizione a quello nazionale, abbia ispirato le sue ultime scelte? Non credo che a spingerla a scrivere questa Ordinanza sia bastato solo un senso materno di riconoscenza verso i calabresi che, dimostrando “senso civico e rispetto delle regole”, meritano quindi come ricompensa la sua amorevole carezza, un gelato e il “liberi tutti”.

Ha mai pensato che le regole minine per cui chiede il rispetto siano, praticamente, impossibili da rispettare nel 90% dei locali calabresi? Lei (secondo allegato 1 della sua Ordinanza) prescrive che Bar, Pasticcerie, Ristoranti, Pizzerie, Agriturismi possono effettuare la preparazione e la somministrazione dei relativi prodotti esclusivamente attraverso il servizio con tavoli all’aperto, adottando le seguenti misure minime, gliene cito solo un paio:

1) sistemazione tavoli a distanza di almeno 1,5/2,00 metri di distanza l’uno dall’altro– 2) sistemazione delle sedie al tavolo garantendo la distanza da 1,00 a 1,50 metri tra i visi degli occupanti

Ha memoria di come siano i centri storici della maggior parte dei comuni calabresi, fatti di strade strette, palazzi arroccati uno sull’altro, negozi minuscoli e spazi all’aperto ridottissimi?

Mi spiega come sarà possibile sistemare tavoli all’aperto a 2 metri di distanza l’uno dall’altro senza rubare lo spazio degli esercizi commerciali contigui e come farà la gente a stare seduta ad 1 metro di distanza dal tavolino?

Le confesso che, ho trascorso la notte girandomi di continuo nel letto, cercando d’immaginare una soluzione e la meno folle che ho partorito è stata quella che per prendere e posare una tazzina di caffè sul tavolino avrei dovuto usare la pala che i pizzaioli usano per infornare le pizze!

Quarta ed ultima domanda: nella malagurata ipotesi che si verificasse un contagio di ritorno ben più violento del primo, magari in piena stagione turistica, ha già provveduto a programmare una fase 3 , ha idea o le hanno dato informazioni se le nostre strutture sanitarie saranno all’altezza di rispondere adeguatamente alla nuova ondata di epidemia?

La prego, ci dia una risposta immediata, nel frattempo spero che i Calabresi che hanno dimostrato fin qui , come da lei specificato, “senso civico e rispetto delle regole” , siano ben più responsabili e , nel caso specifico, non accettino queste disposizioni, non seguendola in questo salto nel buio.

Dario Giuffrida

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Redazione Tutto Sud News

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